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La Valletta degli Gnomi

Girotondo nel Reame


La regina degli gnomi si svegliò presto, 
quella mattina, per preparare tante cose buone per il viaggio: panini ai funghi, tartine al formaggio, merendine al cioccolato, succhi
di frutta.
CikCik, Pucki e i loro amici avrebbero
poi trovato da mangiare lungo il cammino, 
ma la regina degli gnomi pensava
che fosse meglio avere qualcosa di pronto
per iniziare bene la nuova avventura.

La regina degli gnomi, in realtà, fece anche qualcos’altro quella mattina. 
Disse a suo marito di comportarsi bene, 
di non continuare a brontolare, come faceva
di solito, e di non litigare con nessuno cammin facendo.

 

Era vero - continuò la regina - che lei lo sopportava pazientemente da molti anni ormai, ma non si poteva certo pretendere che tutti facessero altrettanto! In fondo, lo diceva anche il Nono Proverbio degli Gnomi: "Quando il sole sale in cielo, la luna va a dormire", che vuol dire che ognuno ha il suo compito da fare. 

C’era da dire che, da quando era diventato nonno, CikCik era migliorato. Pucki sapeva sempre come trattare il vecchio nonno e tutti i parenti ed amici. Del resto, è sempre così. I bambini, come Pucki, sanno sempre fare le cose meglio degli adulti, ma gli adulti non se ne accorgono - o non vogliono ammetterlo.

Ora, però, ritorniamo ai nostri amici che erano pronti per la partenza.
Dunque, il gruppo era composto da CikCik, Pucki, Céce, il figlio del re degli elfi, e Kem, 
il figlio del re dei folletti. CikCik era il capogruppo e portava le provviste, Céce portava
la lampada magica, per far luce in caso di bisogno, 
e Kem portava il quaderno e la matita 
per prendere appunti. Dopo aver salutato tutti, il gruppo partì.
Salirono sul carro 
che li aspettava fuori sul piazzale della Cascina e su cui CikCik aveva
già caricato tutte le provviste e tutto ciò che serviva 
per il lungo viaggio.

Il carro era tirato dalle farfalle e CikCik si mise alla guida, dopo aver raccomandato a Pucki
ed ai suoi amici di stare ben attaccati, onde evitare di cadere. 
Per restare in contatto con i loro parenti ed amici, CikCik, Pucki, Céce e Kem avrebbero scritto dei messaggi che le loro amiche upupe avrebbero poi portato a destinazione.

L’accordo era che ci si sarebbe trovati tutti al Ristorante della Valletta, dove un grande pranzo sarebbe stato offerto a gnomi, elfi, folletti ed umani per festeggiare il re degli gnomi, suo figlio
e suo nipote.

Intanto, la regina degli gnomi e suo figlio, che era ormai diventato Re Grande della Valletta,
si erano seduti sulla veranda che si trova vicino alla Cascina.
Da lì si vede tutta
la Valletta degli gnomi e, mentre contemplavano quel bellissimo panorama,
la regina degli gnomi insegnava a suo figlio come fare a governare con saggezza e bontà.

Lasciando la Cascina, CikCik, Pucki, Céce e Kem trovarono gli asinelli e si fermarono un po'
di tempo con loro. CikCik presentò loro suo nipote e gli amici e poi spiegò di cosa avevano bisogno. Disse anche che gli asinelli sono molto utili perché aiutano a portare le cose pesanti. Pucki ascoltava con attenzione, e prendeva appunti sul quadernetto, Kem gli passava le matite e Céce gli faceva luce con la lampada magica. Pucki fece anche un disegno degli asinelli,
che erano così dolci e teneri, per ricordare meglio il loro incontro. Poi tutti si salutarono e Pucki ringraziò gli asinelli

Un po' più in là, c’erano le pecorelle. Anche a loro CikCik presentò il nipotino e i suoi amici e poi disse che le pecorelle sono molto utili perché con la loro lana si possono fare tanti bei vestitini che tengono caldo durante l’inverno.
Pucki disse ai suoi amici che aveva visto tante volte la nonna, la regina degli gnomi, lavorare
a maglia davanti al caminetto, e anche Céce e Kem dissero che le loro nonne avevano preparato per loro dei bei vestitini caldi per l’inverno. Alla fine tutti si salutarono e Pucki ringraziò le pecorelle

C’erano anche i cinghiali da vedere, ma erano arrivati da poco nel bosco della Valletta e CikCik non li conosceva ancora bene. Così CikCik, Pucki, Céce e Kem salutarono i cinghiali
e promisero che sarebbero andati 
a trovarli presto

Dall’altra parte c’erano i coniglietti. CikCik presentò tutti e poi spiegò che i conigli sono golosi
di carote. Pucki prendeva appunti con attenzione, perché poi avrebbe dovuto dar da mangiare agli animali e non poteva certo confondere i cibi da dare loro!

Di fianco ai conigli c’erano le oche
e le galline
 e CikCik, Pucki, Céce e Kem
si fermarono anche da loro. 
Le oche, spiegò CikCik, avvisano quando piove e così tutti gli animali sanno 
che bisogna correre al riparo
mentre le galline fanno le uova, con cui si preparano tante buonissime torte.
Gli spuntini che aveva preparato la regina degli gnomi erano quasi finiti, così CikCik chiese alle galline delle uova e preparò 
per sé e per i piccolini una buonissima frittata. 
Dopo aver mangiato, Pucki ringraziò
le oche e le galline per la loro ospitalità
e poi il gruppo si rimise in cammino. 
   

Strada facendo, CikCik si mise a raccogliere un po' di castagne con cui sua moglie, la regina
degli gnomi, avrebbe fatto una buonissima marmellata. 

Raccolse anche delle ghiande da portare agli scoiattoli, e anche Pucki si mise a raccoglierne. 
Quando arrivarono alla casa degli scoiattoli era ormai ora di riposare. 
Gli scoiattoli furono molto contenti di quella visita e, dopo aver dato il benvenuto a Pucki
ed ai suoi amici, offrirono la loro coda come guanciale su cui i piccolini si sarebbero addormentati. Pucki ed i suoi amici si raggomitolarono sulla coda dei loro nuovi amici scoiattoli e si addormentarono subito. Erano così stanchi!

Pucki, poi, si sentiva molto responsabile perché sapeva che il compito che gli aveva affidato
il nonno gnomo era molto importante e questo lo rendeva ancora più attento ed indaffarato.

 

 

Quando CikCik si svegliò, scoprì che era piovuto molto.
L’aria era un po' fredda e CikCik decise 
di chiamare le sue amiche aquile. 
Spiegò loro che doveva portare Pucki a fare 
il giro della Valletta e le aquile si offrirono 
di aiutarli. Così quando Pucki si svegliò ringraziò i suoi amici scoiattoli e poi partì
via volando sulla schiene delle aquile. 

Che emozione!
Tutto stretto, stretto, 
con un grande fiocco
che 
lo teneva legato per non cadere, Pucki volava nel cielo azzurro e vedeva tutto dall’alto.
Pucki ringraziò anche loro e le aquile 
gli dissero che erano state molto felici 
di accompagnare lui, suo nonno gnomo 
ed i loro amici in giro per la Valletta. 

Le aquile atterrarono vicino al recinto 
dei cavalli.
CikCik spiegò la differenza tra asinelli 
cavalli e Pucki prese appunti con grande attenzione, poi fece anche un disegno così avrebbe potuto ricordarsi meglio tutte le cose che il nonno gnomo gli aveva spiegato.

Passarono un po' di tempo con i cavalli e poi Pucki li ringraziò, tutti si salutarono e il gruppo ripartì.

Era ormai sera, una magnifica sera con la luna dorata che splendeva alta nel cielo blu. 
Pucki ed i suoi amici avevano intanto incontrato le volpi ed avevano fatto amicizia. Le volpi si erano offerte 
di accompagnarli in giro per la Valletta, approfittando della magnifica serata.
CikCik, che era uno gnomo, voleva andare a dormire, ma poi si ricordò quello che gli aveva detto sua moglie, la regina degli gnomi, prima della partenza e così disse alle volpi che accettava volentieri il loro passaggio. 
All’alba le volpi si fermarono, Pucki le ringraziò e disse loro che si era proprio divertito tanto.

CikCik guidò il gruppo nella radura dei funghi; c’era da preparare la colazione e poi bisognava fare un po' di provviste da portare alla regina degli gnomi, che preparava sempre un buon risottino con i freschi funghi del bosco. 
“No, no, fermi!” urlò CikCik. I piccolini si erano avvicinati a dei funghi velenosi, se li avessero mangiati sarebbero stati in pericolo! 
I piccolini si spaventarono e allora CikCik spiegò che ci sono funghi buoni e funghi un po' meno buoni e che bisogna fare molta attenzione.
Pucki prese molti appunti e fece anche dei disegni per ricordarsi meglio tutte le cose
che il nonno gnomo gli aveva spiegato. 
Poi salutò i funghi e ringraziò anche loro.

C’erano anche dei bellissimi fiori, lì, nella radura della Valletta e Pucki scrisse i loro nomi sul suo quadernetto. Pucki ed i suoi amici avrebbero tanto voluto portare alle loro mamme dei dente
di leone e dei giacinti di bosco, ma CikCik spiegò che era meglio lasciare i fiori nella terra insieme alle loro mamme ed ai loro papà.
Pucki ringraziò anche i fiori della loro bellezza e poi il gruppo partì. 

Incontrarono i cani, con il pelo morbido
e caldo.
 
Pucki ed i suoi amici erano un po' stanchi 
e così si fermarono un po' a riposare vicino 
ai cani che fecero loro compagnia.
Al risveglio Pucki ringraziò i cagnolini 
e poi tutti si salutarono.

CikCik accompagnò i piccolini dalle api 
per fare merenda con il loro gustosissimo miele
CikCik disse anche che bisogna fare molta attenzione perché le api hanno
il
pungiglione e pungono
. 

Céce disse che sua sorella, la mamma di Pucki, era stata punta da un’ape quando era piccolina e aggiunse che tutti si erano proprio spaventati.

Pucki prese appunti con molta cura
e CikCik si fece dare un po' di miele
da portare a casa. Poi Pucki ringraziò
le api
e tutti le salutarono.

Erano ormai quasi arrivati al Ristorante della Valletta, dove tutti li stavano aspettando per festeggiare.

Era stata davvero una bellissima avventura!